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  • #StopSOPA. Ci sono

    Aderisco alla protesta contro il SOPA e il PIPA

    Link informativi:

    Blog di Fabio Chiusi
    SOPABlackout (in inglese)

    P.S.: Non ho né il tempo, né sufficienti competenze informatiche per chiudere, o fare un redirect. Ho giusto rubato il tempo per imformarmi e buttare giù queste poche righe. Fingete che sia chiuso.

    Postato il 18 gennaio 2012 in categorie: strike

    Lo Spleen di Mompracem “vola” fra i ragazzi, a Noto

    Le Pantere di AlgeriNell’estate fra la seconda e la terza media, per duemila lire, acquistai su d’una bancarella una copia sdrucita de Le Pantere di Algeri. Emilio Salgari non sapevo chi fosse, trovavo ributtanti il mellifluo cavaliere e la sdolcinata Biancaneve illustrati sul frontespizio e, per finire,  la quarta di copertina – un pedestre e rutilante riassunto della trama – era per me al limite dell’incomprensibile. Furono, lo confesso, le Pantere del titolo a conquistarmi. Galeotto fu il richiamo di quei felidi, anticipatore della potente malia che altri esponenti della famiglia ( Le Tigri di Mompracem, Il Gattopardo, La gatta) esercitarono su di me. Divorai il libro in poche ore: il susseguirsi delle fughe, degli inseguimenti, dei tradimenti e degli scontri mi rapirono. Ero un ragazzo.un pezzo da galera

    Le letture che si fanno negli anni verdi, diciamo fino ai 17 anni, hanno una maggiore possibilità di segnare la vita di un essere umano, orientarne gusti e posizioni. Se ci penso, mi viene facile fare un elenco di autori che, incocciati allora, continuo a portarmi dietro: Stevenson, Borges, King, Gogol’, Allan Poe, Vonnegut,  Tolkien, Kafka, Sciascia, Pasolini, Wilde. Credo sia così per tutti. Di alcuni di quei libri capii davvero poco, non ho remore nel confessarlo, o forse è più corretto dire che riconobbi fra le pagine cose che allora andavo comprendendo. Vonnegut, per dire. Mi era stato donato da un mio professore di lettere: l’ultimo giorno di scuola della terza media giunse in classe con uno scatolone, disse che stava per traslocare e aveva bisogno di alleggerire i suoi averi. Ad ognuno diede un libro. A me toccò Un pezzo da galera. La copertina, per cominciare, era molto brutta, poi c’erano Sacco e Vanzetti, Nixon, il Watergate. Roba che per nessuna ragione pensavo potesse interessarmi. Eppure, quando in un triste pomeriggio estivo cominciai a leggerlo, ne rimasi ammaliato e commosso: piansi, risi. Finii col ricopiare su un quaderno, con la mia migliore grafia, un brano dell’ultima lettera che Nicola Sacco scrisse a suo figlio e che Vonnegut aveva inserito nel testo. Cosa avevo compreso? Forse niente, o forse quanto bastava.

    Alcuni mesi fa è uscito un mio romanzo. La storia è scritta intorno a due degli eroi che accompagnarono la mia prima adolescenza, Sandokan e Yanez.

    – Si tratta di un libro per ragazzi?
    – No, scrivendolo non l’ho mai pensato.

    Mi sono fatto innumerevoli domande, posto dubbi e questioni, ma mai, nemmeno per un secondo, ho pensato che avesse un target d’età.

    – Va bene, ma si tratta di un libro per ragazzi, sì o no?
    – No… Non lo so. Ci ho messo un bel po’ di parolacce.

    Ma le parolacce no, non sono un problema. Non mi sembra di far gran danno a dar da leggere due “stronzo” e un “fatti fottere” a un dodicenne. Ha sicuramente già sentito, e forse detto, di peggio.

    – Mmm.
    – Poi si parla di lotta, della funzione dell’arte e della fiducia nel potere della narrazione… non so.

    Nemmeno questo è un problema. Son cose che ritengo importanti e non vedo perché non debba comunicarle a un ragazzo. In ogni caso, si tratta di una storia.

    Insomma, Lo Spleen di Mompracem, ovvero Yanez non ci sta! è un libro che possono leggere anche i ragazzi. Perché tutte queste domande? Ho ricevuto un invito a presentare il mio romanzo a Volalibro, il Festival della Letteratura per ragazzi di Noto (SR). Sarò lì lunedì 23 gennaio.

    P.S.: A una recente presentazione mi è capitato di firmare una copia de Lo Spleen per un ragazzo di quindici anni – un salgariano sfegatato – che l’ha comprato questa estate in Liguria e che, dice, se l’è divorato. Senza dubbio una delle mie più grandi soddisfazioni di scrittore…

    Postato il 16 gennaio 2012 in categorie: lo spleen di Mompracem, reclame

    Al postutto, *** in Val Clarea

    Qualcuno potrà pensare che “ormai è tardi”. Nulla di più scorretto: è sempre tempo per cantare Natale (pasquetta, San Valentino, Ferragosto, ecc…) in Val Clarea. E così come il momento per la lotta è tutti i giorni, la Val di Susa si estende almeno almeno fino a Syntagma e a Piazza Tahrir.
    Buon anno.
    Filo

    Natale in Val Clarea [studio version]

    Crediti:
    Filippo Sottile: voce, ukulele
    Sergio Di Gennaro: piano, rhodes, clavinet, organ, strings, bassline e cori
    Edoardo Pezzuto: fonico, dubmaster

    Licenza Creative Commons 3.0 (by-nc-sa)

    Postato il 4 gennaio 2012 in categorie: canzonette di legno

    3 pezzi da #notav

    Brevemente.
    Ecco i video dei tre pezzi con cui mi sono esibito il 10 dicembre scorso alla 2° giornata europea contro le grandi opere inutili.

    primo pezzo: Per Fare Un Albero

    secondo pezzo: Canto Del Popolo

    terzo pezzo: Passalo con me ‘sto Natale in Val Clarea

    Sono un artista classico (il che vuol dire che seguo modalità di lavoro opposte a quelle romantiche) con attitudine punk (il che per me vuol dire che ciò che faccio è in fieri e volutamente low-fi, ma fedele alla linea anche quando non c’è). Lo ribadisco: ché il video toglie un certo odore al mio stare in scena, odore che le persone in sala il 10 dicembre hanno sicuramente potuto sentire.

    Postato il 25 dicembre 2011 in categorie: canzonette di legno, reclame

    Passalo con me ‘sto Natale in Val Clarea [video]

    Ecco la ripresa video del pezzo eseguito alla 2° giornata europea contro le grandi opere inutili.

    Postato il 12 dicembre 2011 in categorie: canzonette di legno