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  • Archive for the 'canzonette di legno' Category

    Mi chiamo Filippo Sottile e sono cantautore

    giovedì, gennaio 24th, 2008

    mi chiamo filippo sottile e sono cantautore

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    Gumball 3000: The Movie dvd

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    mi richiamo filippo sottile e sono cantautore

    The Bucket List full movie
    A Beautiful Mind download

    Estratti video del concerto per Suburbana

    Grazie a Sonic

    Towed in a Hole movie Star Wars: Episode V – The Empire Strikes Back movie download

    JCVD ipod , Dinoitre The Collective The Fourth Angel full movie , Fabri, Laura, Stefano

    vi prego prestare attenzione agli elementi scenografici: tavolo a tre gambe più moribonda pianta di pomodoro: neanche Dalì, neanche!The Fall full movie

    disperazione

    martedì, gennaio 22nd, 2008

    Strelnik mi ha scritto così:

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    Assault on Precinct 13 dvdrip Ciao Filippo, ho letto sul tuo sito dei Disperazione e dei suoni agricolo/meticci che scavallarono per l’aere dal ‘96 al 2000. Io son circa due anni che sto ragionando e appuntandomi robe su quelli che io chiamo “punk agricoli”: cerco o invento spunti, informazioni e altro su questo stato dell’animo e delle tasche; anche per questo mi piacerebbe saperne qualche rigo in più sul punfolk di questo ensemble in/per cui tu hai agito quasi per un lustro. (…)
    Salut et fraternité!
    Strelnik

    Io, sulle ali dei ricordi, ho risposto così: Akeelah and the Bee full movie Bath Day movie download

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    Caro Strelnik, vado random e di fretta: io nel 1995 ho deciso che dovevo fare un gruppo: ne ho fatti due, Clashing Society e Società Contrastante: hanno avuto sei mesi di vita a testa: il terzo, mi son detto, no, il terzo deve durare. Io nel 1996 avevo appena compiuto 18 anni, l’anno prima, passando l’estate in falegnameria, m’ero comprato un’imitazione di un’imitazione di una Ibanez (Silver Cadet era la marca), ma cazzo, la sapevo suonare zero, poi se provavo a cantare mentre suonavo era la tragedia. Nei due gruppi precedenti avevo fatto il chitarrista (!) e il compositore dei testi, per i Disperazione mi dissi, la chitarra la mollo a un altro.
    Disperazione: uno si chiede “perché?” facile: mi aveva appena mollato una fidanzata bellissima senza che io fossi riuscito a farci l’amore e poi in quel periodo a Torino c’erano i Negazione di Zarzo Sassola e i Distruzione di Sandro Serra e pareva che se il nome finiva in -zione era più fico. C’erano già anche i Perturbazione a meno di dieci chilometri, ma era tutta un’altra storia. Noi senza saperne un cazzo eravamo punk. Essere punk, che era una parola praticamente assente dal nostro lessico, forse voleva dire che ascoltavamo i dischi e i concerti nei nostri amici, ci fumavamo le cose, stavamo in periferia e suonavamo forte i nostri pezzi: suonavamo i nostri pezzi perché pure Anarchy in UK ci sembrava di un difficile fuori dal senso, neanche le cover dei CCCP ci venivano. Ora che ci penzo i disperazione nel corso della loro attività hanno fatto una sola cover: Il cielo in una stanza

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    di Gino Paoli. A un certo punto comunque è venuta fuori questa cosa del meticciato e del suono agricolo: se dicessi che mi ricordo come fu mentirei: so solo che ci venne naturale in tempi non sospetti di cantare in dialetto – quello dei mie genitori, il siciliano – di scrivere testi di preghiere, di proverbi, di storie di paese, e di suonare tarantelle, blues, punk, hip hop e tutto quello che a naso ci sembrava che fosse e potesse diventare popolare

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    : popolare, lo dico col senno di poi, in senso gramsciano. Facevamo il punk con un’attitudine folk. Era un modo per essere contro senza essere soli, sentire la tradizione di gente che prima di noi era già stata contro

    Breakdown psp . Ma allora sapevamo ancor meno di adesso e facevamo come gli animali: fiutavamo e seguivamo una pista fiduciosi nel nostro fiuto, ma sempre pronti a puntarne un’altra.
    Nel 1999 registrammo e mixammo in un’ora e mezza un demo di una quarantina di minuti, con molti dei vecchi pezzi, non resta quindi testimonianza degli ultimi risvolti, quelli più agricoli. Forse solo riqu, il batterista, conserva una registrazione fatta in una sala prove di torino sud con gli ultimi pezzi composti (riqu se ce l’hai te la pago a peso d’oro!). A primavera 2000 si sfasciò il gruppo, non mi ricordo il perché. A ottobre del 2000 nasceva invece la brigata torquemada che riprendeva quel discorso dall’altro capo del filo: fare il folk con attitudine punk.
    Ora come allora sono i miei amici e mi fa piacere citarli, i disperazione, nella loro storica e scintillante formazione:
    Sergio Di Gennaro: basso
    Riqu Bruno: batteria
    Edo Pezzuto: chitarra
    Filo Sottile: voce e marranzanu

    fraternité
    filo

    Salgari

    martedì, gennaio 1st, 2008

    Che tranelli di carta una vita che esita
    Voglio occhi ampi di febbre ma la vita mi nevica
    E di qua non so più come andare
    Disegno rotte ma non so navigare

    E cavalli schiumanti le vedette sugli alberi
    E profili e feluche mandarini e papaveri
    Civiltà ma chi se ne sbatte
    Un’alba gravida come immersa nel latte
    Fuori di qua fra rapide e flutti
    Venitemi a tiro vendicarmi di tutti

    E negli occhi la furia grande cuore ad ostacoli
    Anch’io sono una tigre e ti prego ora guardami
    Sono qua col mio unico artiglio
    Illumina in punta gronda sangue vermiglio
    Resto qua come un mare in burrasca
    Percorso da fremiti ma dentro una vasca

    E vedere dei sogni d’una vita che nevica
    Ti fa mordere il freno ché la morte non esita
    Sono qua nel ventre della balena
    Spezzare la penna per spezzare la pena

    estate 2005

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    The Last Dragon release

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